In questa pagina si parla di pilotaggio microstepping dei motori passo passo, se non hai idea di come funzionano o
di come vengono pilotati tradizionalmente fai riferimento al
tutorial sui motori passo passo.
Con il pilotaggio microstepping e' possibile muovere l'albero motore non solo di mezzo passo alla volta, come avveniva per
il pilotaggio Half-Step, ma anche di frazioni di passo inferiori, rispetto al passo nominale, cioe' : 1/4, 1/8, 1/16, 1/32. Ne consegue che la risoluzione del motore aumentera' notevolmente.
Inoltre questo tipo di pilotaggio riduce la risonanza del motore, fenomeno che dipende dal carico applicato
e che di solito si verifica a basse velocita'.
Ad ogni modo, se per esempio abbiamo a disposizione un motore da 200 passi per giro otterremo :
| Frazione di passo | Passi giro | Angolo |
| 1/4 | 800 | 0.45 |
| 1/8 | 1600 | 0.225 |
| 1/16 | 3200 | 0.1125 |
| 1/32 | 6400 | 0.05625 |
Tutto questo ha un rovescio della medaglia, cioe' una logica di pilotaggio molto complessa, per il fatto che essa dovra' essere in grado
di modulare la corrente all'interno delle varie fasi.
Con i pilotaggi tradizionali tutto era semplice perche' avevamo presenza di corrente nell'avvolgimento oppure assenza di corrente, qui ci sono quantita'
di corrente variabile contemporaneamente in 2 avvoglgimenti attigui.
Come si fa... in teoria
Nel pilotaggio full step (fs) la sequenza delle correnti che vanno ad eccitare le fasi si ripete ogni 4 passi, quindi si puo' dire
che il ciclo elettrico del motore e' formato da 4 passi.
Nel pilotaggio half step (hs) la sequenza delle correnti che vanno ad eccitare le fasi si ripete ogni 8 passi, quindi si puo' dire
che il ciclo elettrico del motore e' formato da 8 passi.
Effettuati i 4 passi per il fs o gli 8 passi per l'hs avremo ottenuto una rotazione di 360 gradi elettrici, da non confondersi con i 360 gradi
meccanici di una rotazione completa dell'albero.
Fare una rotazione di 360 gradi elettrici significa che la sequenza di eccitazione delle fasi del motore
e' stata completata e che proseguendo essa deve ripartire dal suo inizio.
Possiamo quindi dire che un passo meccanico corrisponde, per esempio nel caso del pilotaggio fs, a 360/4 = 90 gradi elettrici.
Chiamiamo ω l'angolo elettrico e proviamo a pilotare le fasi del motore non in maniera on/off ma fornendo alle stesse una corrente inferiore a quella nominale.
In particolare, date due fasi attigue, forniamo, contemporaneamente, alla prima fase una corrente che sia funzione del coseno di ω e alla fase attigua una corrente che sia funzione del seno di ω.
Figura 1
Statore, flusso magnetico, rotore.
Quello che occorre mettere a fuoco e' che in ogni caso, e qualsiasi sia il tipo di pilotaggio, la posizione del rotore, quindi dell'albero motore,
e' sempre legata al flusso magnetico che si e' instaurato all'interno del motore stesso per effetto delle correnti statoriche.
Il flusso magnetico corrisponde alla somma vettoriale dei flussi magnetici generati dalle singole fasi dello statore.
Per esempio, nel pilotaggio fs one phase drive, eccitando una fase alla volta il flusso magnetico risultante era composto dalla sola componente
generata dalla fase medesima
Gia' nel pilotaggio two phase lo scenario era diverso, avevamo sempre una angolo elettrico pari a 90 gradi, per altro sfasato di 45 gradi rispetto al pilotaggio one phase, motivo per cui io rotore
andava a posizionarsi in una posizione intermedia fra una fase e l'altra.
Questa volta il flusso magnetico risultante era composto dalle singole componenti di 2 fasi attigue
Esse venivano eccitate con la corrente nominale, supponiamo 2A per fase, per cui avevamo che il flusso risultante era composto dalla somma
vettoriale di queste 2 componenti a 2 Ampere aventi direzione perpendicolare l'una rispetto all'altra.
Proviamo a capire ora il motivo per cui con il pilotaggio two phase si guadagnava un 40% di coppia in piu' rispetto al pilotaggio one phase, e non il
doppio come ci si potrebbe aspettare.
Ritorniamo ora alla figura 1, fino a qui abbiamo visto diversi tipi di pilotaggio ma sia che le sequenze coinvolgessero
una o 2 fasi le correnti utilizzate per l'eccitazione erano sempre pari a quella nominale del motore.
Se la fase non doveva essere eccitata non veniva erogata nessuna corrente al suo interno, quindi, si trattava di un pilotaggio on/off.
Nel pilotaggio us invece non avviene un pilotaggio on/off bensi' il flusso magnetico statorico risultante e' frutto
di correnti di fase che, eccettuati alcune fasi della sequenza, non sono mai quelle nominali.
Se ω e' l'angolo elettrico e considerate due fasi attigue, forniamo alla prima fase una corrente che sia funzione del coseno di
ω e alla fase attigua una corrente che sia funzione del seno di
ω.
Nei pilotaggio fs e hs la somma vettoriale dei campi di forza era sempre pari a 90 gradi elettrici nel fs e 45 nell'hs.
Siccome in questo caso la corrente cambia negli avvolgimenti e diventa frazione delle corrente nominale allora riusciamo ad ottenere angoli elettrici che sono frazioni di 90.
Di norma si divide, come gia' visto, per 4, 8, 16 e 32, superare i 32 non fornisce un miglioramento tangibile nel movimento dell'albero motore.
Ecco le equazioni delle correnti di fase per il pilotaggio us :
Ia = Inom cos ω
Ib = Inom sen ω
Dove Ia e Ib sono i valori istantanei di corrente nelle fasi a e b, Inom e' la corrente nominale del motore e
ω a questo punto possiamo chiamarlo ustep angle cioe' scostamento, in gradi elettrici, da una posizione "full".
Vediamo ora a quanto corrisponde la corrente statorica che genera il flusso magnetico risultante, h, ed in base al quale l'albero motore
andra' a posizionarsi, essa sara' pari alla somma vettoriale delle correnti istantanee di fase :
Iγ = √
((Inom
cos
ω)²
+ (Inom
sen
ω)²)
Iγ =
√
(Inom² (cos
ω)²
+ Inom² (sen ω)²)
Iγ =
√
(Inom² ((cos ω)²
+ (sen ω)²))
ma (sen ω)²
+ (cos ω)²
e’ sempre =1
per cui Iγ = Inom
Per ogni ustep angle il flusso magnetico risultante deriva sempre da una corrente statorica totale pari ai Inom, il flusso magnetico sara' orientato secondo l'angolo
in oggetto.
Vediamo ora, dati 2 angoli diversi, quali sono i contributi forniti dalle correnti circolanti nelle 2 fasi e verifichiamo che la corrente risultante sia pari a quella nominale.
Supponiamo che Inom valga 2 A e prendiamo un angolo
ω pari a 10 gradi allora avremo che
le correnti istantanee sulle due fasi varranno :
Ia = Inom cos 10 = 1.96 A
Ib = Inom sen 10 = 0.34 A
Avremo quindi un grosso contributo da parte di Ia ed un modesto contributo da
parte di Ib.
Invece con un angolo
ω pari
a 80 gradi avremo :
Ia = Inom cos 80 = 0.34 A
Ib = Inom sen 80 = 1.96 A
In questo caso c'e' un grosso contributo da parte di Ib ed un modesto contributo
da parte di Ia. Guarda caso i contributi risultano esattamente ribaltati.
E' logico pensare che i contributi diversi giocano un ruolo fondamentale per il posizionamento dell'albero motore, se prevale Ia l'albero si posizionera' piu' vicino
alla fase a, se prevale Ib viceversa si posizionera' piu' vicino alle fase b.
In pratica le cose si differenziano leggermente, infatti, per massimizzare la coppia erogata si mantiene costante la corrente
erogata in una fase per piu' della meta' di un angolo elettrico di 90 gradi.
Nell'altra fase invece la corrente viene variata in funzione del sen di ω , come raffigurato nella figura sottostante.