Motori passo passo : parte 3

Velocita' di rotazione, L ed R.
In Figura 1 e' raffigurata una simulazione con Pspice di uno scenario reale relativo ad una fase di un motore passo passo reperibile in commercio.

Questi i dati di targa :
Caratteristiche meccaniche Caratteristiche elettriche
Angolo di passo : 1.8 gradi Tensione di alimentazione : 4.3 V
Tolleranza per passo : +/- 5% Corrente per fase : 1.9 A
Coppia di tenuta : 8 kg/cm Resistenza per fase : 2.2 Ohm
Coppia residua : 0.58 kg/cm Induttanza per fase : 6.4 mHenry
Inerzia rotorica : 0.2 kg/cm2 Numero di fasi : 4


L'onda quadra sottostante rappresenta la tensione di alimentazione ai capi della fase le motore, sopra invece viene rappresentato l'andamento della corrente al suo interno.


RL


Figura 1

Si nota subito un andamento ricurvo della corrente di fase rispetto alla tensione di alimentazione della fase stessa. Questo succede perche' ci troviamo di fronte ad un tipico circuito RL dove l'induttore, per sua natura, si oppone alle variazioni repentine di corrente al suo interno. C'e' una correlazione diretta fra questa curva e la velocita' di rotazione del motore, la difficolta' di commutare istantaneamente fra un valore di corrente nullo ed il valore nominale si ripercuote negativamente sulla velocita' di rotazione e sulla coppia erogata.

Per tentare di aumentare la velocita' saremmo portati ad aumentare la frequenza degli impulsi di tensione che alimentano la fase, ma arrivati ad un certo punto il motore non riuscira' piu' ad aumentare la sua velocita' e perdera' il passo. Naturalmente questo vale sia a vuoto che con una coppia applicata al rotore, nel secondo caso il motore perdera' il passo ad una velocita' inferiore rispetto a quando si trova a vuoto. C'e' quindi una stretta correlazione fra velocita', corrente e coppia.

Come abbiamo detto l'induttore tende a mantenere costante la corrente che circola al suo interno, facendo un paragone con la meccanica esso si comporta come un volano in rotazione il quale tende a mantenere costante la sua velocita' e si oppone a tentativi di farla cambiare repentinamente. Studiando un circuito RL alimentato da un gradino di tensione sappiamo che la corrente che si instaura all'intenro dell'induttore segue un andamento esponenziale che dipende dalla costante di tempo del circuito : tau = L/R.

In prima aprossimazione si assume che dopo un tempo pari a 5*tau l'induttore sia attraversato dalla corrente nominale, allo stesso modo, in fase di scarica, la corrente scende verso lo zero seguendo lo stesso andamento esponenziale. Risulta quindi evidente come il dover attendere che trascorrano questi tempi pari a 5*tau vada a limitare di fatto la velocita' di rotazione del motore.

Un discorso analogo lo si puo, fare per la coppia erogate : ad elevate velocita' ci aspettiamo di verificare un andamento della corrente sempre piu' in ritardo rispetto agli impulsi in ingresso. In pratica, se la velocita' e' molto elevata, la corrente non raggiungera' il valore nominale anche dopo che sono passati 5 costanti di tempo.

Ma la coppia meccanica si origina dalla corrente che scorre nelle fasi, se questa corrente non raggiunge il valore nominale non lo fara' nemmeno la coppia. In particolare all'aumentare dalla velocita' diminuisce la coppia. A motore fermo abbiamo il massimo assorbimento di corrente e di conseguenza la coppia massima, in fase di partenza la coppia cala proporzionalmente all'aumentare della velocita', gli assorbimenti di corrente sono quindi massimi alle basse velocita'. Questo comportamente di opposizione alle variazioni di corrente da parte dell'induttore da luogo anche alla necessita' di collegare in parallelo ad esso un diodo di libera circolazione come spiegato nella parte 1 di questo tutorial.

Al fine di aumentare la velocita' di rotazione ci sone varie tecniche, elencate di seguito :


I primi due casi presuppongono l'utilizzo di integrati dedicati, il terzo caso e' invece abbastanza semplice da realizzare mettendo una resistenza in serie all'avvolgimento, in questo modo tau diventa pari a L/R+Rext. Naturalmetne questa opzione e' particolarmente inefficiente dal punto di vista energetico, infatti, parte della tensione di alimenentazione andrebbe a cadere sulla resistenza esterna la quale si troverebbe a dissipare la potenza in eccesso attraverso lo scambio di calore con l'ambiente esterno.


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